Model Pathway · Governance dei percorsi di cura

Quando l’innovazione cambia la malattia, il sistema deve cambiare il percorso.

Il Model Pathway è un modello condiviso per governare l’innovazione nei percorsi di cura complessi. Il Piemonte lo ha costruito per i gliomi a basso grado IDH-mutati: un metodo che si può portare in altre regioni e in altre patologie.

01 · Cos’è il Model Pathway

Una mappa ragionata del percorso di cura ideale

Non descrive il singolo caso clinico né il funzionamento di una struttura: descrive l’architettura del percorso, così da renderla leggibile, discutibile e trasferibile.

Un modello di riferimento

La struttura ideale del percorso, a livello di sistema: sequenza, snodi decisionali, attori e condizioni organizzative, prima della declinazione locale.

Evidenze + stakeholder

Linee guida e letteratura scientifica, integrate con la voce di Regione, reti cliniche, professionisti e pazienti.

Uno strumento di governo

Snodi, ruoli e indicatori per misurare dove il percorso genera valore e dove rischia di perderlo.

02 · Non è un PDTA: viene prima

Quattro livelli, dal modello al singolo paziente

Il framework dell’European Pathway Association distingue quattro livelli di percorso. Il Model Pathway è il primo: seleziona un livello per vedere cosa lo distingue.

Livello 1 di 4

Model pathway

Il livello di massima astrazione. Descrive a livello di sistema la sequenza ideale ed evidence-based del percorso, i suoi snodi decisionali e le condizioni organizzative. Non appartiene a nessuna azienda sanitaria: è il riferimento comune da cui partire.

Il Model Pathway non sostituisce i PDTA: ne rafforza le basi e li rende confrontabili.

03 · Per quali patologie

Non solo per i gliomi: ogni volta che un percorso ha queste caratteristiche

Bassa numerosità o alta complessità

Pochi casi non riducono il bisogno di governo: lo aumentano.

Un’innovazione che cambia il decorso

Una nuova terapia modifica tempi, sequenze e durata della presa in carico.

Molti attori da coordinare

Centri di riferimento, ospedali del territorio, servizi di prossimità e welfare.

Un forte impatto sulla vita quotidiana

Lavoro, autonomia, famiglia e caregiver diventano parte del percorso.

Già adottato a livello internazionale per epilessia, chirurgia del tumore del colon-retto, miastenia gravis e 29 malattie rare.

Il caso Piemonte

Gliomi a basso grado IDH-mutati

Rari
2–3 casi ogni 100.000 abitanti all’anno
Giovani
picco tra i 30 e i 40 anni
Lunghi
anni di malattia, con bisogni che cambiano nel tempo
4
fasi di metodo
55
clinical activities
26
key interventions
9
partecipanti al tavolo multistakeholder
8
traiettorie del paziente
13
indicatori di governo

Sviluppato con la direzione scientifica dell’Università del Piemonte Orientale, con Regione, Azienda Zero, Rete Oncologica, cittadinanza attiva e associazioni.

Dal Piemonte alla tua regione

Non si riparte da zero.

Gran parte del lavoro è già fatta. Ecco cosa si riusa, cosa si adatta e cosa si costruisce con i tuoi attori. Apri ogni voce per il dettaglio.

Riusabile al 100%

Lo ricevi pronto

  • Metodo EPA in 4 fasi

    Il framework dell’European Pathway Association: evidenze, prospettive degli stakeholder, key interventions, modello e indicatori.

  • Revisione di linee guida e letteratura

    Linee guida nazionali e internazionali (AIOM, WHO, EANO, cIMPACT-NOW, NCCN, ESTRO-EANO) e una revisione sistematica su PubMed, Scopus e Web of Science.

  • 55 clinical activities con livelli di evidenza

    Estratte dalle linee guida con livello di evidenza e forza della raccomandazione, aggregate in 17 processi e 4 macroprocessi: diagnosi, trattamento, valutazione multidisciplinare, follow-up.

  • Key interventions cliniche

    Gli interventi che qualificano il percorso, descritti in schede con argomentazione, descrizione e riferimenti bibliografici.

  • Traccia del confronto con gli stakeholder

    Sei keypoint con le relative domande: innovazione, aggiornamento dei PDTA, paziente nel lungo periodo, equità e prossimità, visione regionale condivisa.

  • 13 indicatori con schede tecniche

    Sei orientati al paziente e sette alla performance del sistema, descritti nel formato della Joint Commission International.

  • Struttura del patient journey

    Otto traiettorie, dal riconoscimento dei sintomi alla gestione della progressione, viste dalla parte del paziente.

Da adattare

Lo cuci sul tuo sistema

  • Mappa degli stakeholder

    Chi programma, chi coordina le reti, chi eroga le cure e chi rappresenta pazienti e cittadini nella tua regione.

  • Rete hub & spoke e centri di riferimento

    Quali centri concentrano le funzioni ad alta complessità e come si raccordano con gli spoke e il territorio.

  • Diagnostica molecolare e servizi disponibili

    Laboratori, tempi di refertazione, centri di oncofertilità e servizi di supporto già presenti.

  • Infrastrutture digitali e territorio

    Fascicolo sanitario elettronico, telemedicina, centrali operative territoriali e servizi di prossimità.

  • Raccordo con i PDTA regionali

    Come il modello dialoga con i percorsi già approvati, senza disperdere ciò che funziona.

  • Fonti dati e standard degli indicatori

    Da dove arrivano i dati per misurare gli indicatori e quali soglie adottare nel proprio contesto.

Da costruire

Lo fai nella tua regione

  • Tavolo con gli attori regionali

    Le prospettive degli stakeholder sono contestuali: vanno raccolte nella tua regione, con chi governa e chi vive il percorso.

  • Analisi del confronto

    Lettura e codifica qualitativa di quanto emerso, per tradurlo in contenuti del modello.

  • Validazione del percorso

    Le key interventions e il modello finale vengono condivisi e validati con lo steering panel regionale.

  • Restituzione istituzionale

    Il modello viene presentato e consegnato agli interlocutori istituzionali, come base per i passi successivi.

Chi serve attorno al tavolo

Sei funzioni, qualunque sia la patologia

Le funzioni da coinvolgere sono sempre le stesse; cambiano le discipline e le persone. Sotto ciascuna, come si è declinata nel caso dei gliomi.

  • Direzione scientifica

    Garantisce metodo, rigore e terzietà nella costruzione del percorso.

    Nei gliomiun dipartimento universitario di medicina traslazionale

  • Programmazione regionale

    Sanità e welfare: decide come il modello entra nella programmazione.

    Nei gliomiprogrammazione sanitaria e socio-sanitaria della Regione

  • Governo delle reti cliniche

    Coordina le reti di patologia e ne cura l’aggiornamento.

    Nei gliomil’ente regionale che governa le reti di patologia

  • Rete clinica della patologia

    Organizza centri di riferimento, spoke e territorio.

    Nei gliomila Rete Oncologica regionale

  • Clinici del percorso

    Gli specialisti che decidono lungo il percorso, dalla diagnosi al follow-up.

    Nei gliomineurochirurghi, oncologi, radioterapisti, neurologi, anatomopatologi

  • Pazienti e cittadinanza

    Associazioni e rappresentanza civica portano nel modello i bisogni reali.

    Nei gliomicittadinanza attiva e associazioni oncologiche

Dal modello alla tua regione

Vuoi capire cosa servirebbe per costruirlo nel tuo sistema?

Will Care affianca istituzioni, reti cliniche e partner nella costruzione di Model Pathway: dalla lettura del contesto al tavolo con gli stakeholder, fino alla restituzione istituzionale.